Sono instabile, ma se sto ferma non si vede

14 marzo 2023

Quand’è che ho cominciato a cercare una via di fuga?
Quando ho cominciato ad avere paura che una cosa finisse, o che una capitasse? Quando ho cominciato a temere che sarei morta senza qualcuno al mio fianco?

Forse non c'è stato più ritorno da quella volta, da quella volta in cui dissi "se tu muori, io muoio con te", sussurrato tra l'incavo di una spalla e il pavimento di marmo gelido.

Quella volta non sono morta, ma forse ho cominciato.

Ho cominciato a sgretolarmi, a capire che da sola avrei perso pezzi come briciole che, anziché riportarmi a casa, mi avrebbero fatto trovare un nascondiglio nel quale neppure io sarei riuscita a trovarmi.

E quante volte mi sono persa. Quante volte mi sono dimenticata sul fondo di una bottiglia, di uno sguardo, di un amplesso.

E a cosa è servito perdermi senza dimenticarmi? Ferirmi senza morire?
A cosa è servito cercare una via di fuga, solo per intrappolarmi nella mia stessa tela?

Nelle sabbie mobili, più ti dimeni e più sei perduto. E io sono una che non sa stare mai ferma.

Sono instabile, ma se sto ferma non si vede.

E infatti sono stata immobile, sperando che il predatore non mi notasse, che la vita non mi ferisse. Ma anche stando fermi un muro può caderti addosso. E quanti muri ho preso in faccia stando ferma, sperando che mi sfiorassero senza danneggiare il mio fragile equilibrio.

E cado e mi rialzo. Perché così si fa.

Perché se tu muori, muoio io non vale più. Non funziona così. Romeo e Giulietta è solo una storia e Titanic è una menzogna perché su quella porta ci potevano stare in due. E come è fredda l’acqua dell’oceano. Quasi quanto il marmo di un pavimento sul quale una volta sono quasi morta per finta.

E la verità è che sarei disposta a soffrire se servisse a rendermi unica ed eccezionale. Perché essere normale non mi basta e forse è proprio per questo che rifuggo la tranquillità, una vita mediocre in cui il ticchettio dell’orologio non fa paura e la pelle che si indossa è della misura giusta.

Cosa si fa quando vuoi tutto, ma niente ha senso? Quando sei stanca e vorresti solo sentirti della misura giusta, appartenere alla tua pelle come il tuo riflesso appartiene allo specchio.

Cosa si fa? Dove si va? 

Avevo paura dell’ignoto. Adesso è l’unica cosa che cerco.


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Elisabetta Marini

SMM and Content Creator, part-time mermaid, hopeless writer
Lover of whales, anatomical hearts and Sylvia Plath
Based in Italy

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