Sorrow and Bliss di Meg Mason: di come una malattia mentale può scardinare una vita e di come è possibile ricostruirla

17 aprile 2024

Sorrow and Bliss, Meg Mason

Sorrow and Bliss di Meg Mason (in italiano “L’opposto di me stessa” pubblicato da Harper Collins) è uno di quei romanzi in grado di spezzarti in cuore e incollare i pezzi rimasti nel giro di poco più di 300 pagine.

La storia ha inizio dalla fine, da un matrimonio che appare agli sgoccioli, da una vita che sembra aver perso la partita, la vita di Martha, una ragazza sulla soglia dei 40 annisenza figli, senza lavoro, con due genitori che ci appaiono già dalle prime pagine disfunzionali e una sorella che sembra occupare tutto lo spazio.

È dalla casa dei genitori, tra giorni che si trascinano tutti uguali, che Martha comincia a raccontare la sua storia e i personaggi che la compongono: il padre poeta (fallito), ma con un cuore immenso, la madre scultrice (fallita) con una tendenza ad attaccarsi alla bottiglia, la sorella che è amica, confidente, anima gemella, gli zii ricchi e generosi, il marito Patrick.

“At night I read until I feel asleep and wherever I was, every time somebody in a book wanted something, I wrote down what it was. Once I had finished them all, I had so many torn-off bits of paper, collected in a jar on Ingrid's dressed. But they all said, a person, a family, a home, money, to not be alone. That is all anybody wants.”

Martha vive una vita all’apparenza normale, con un’infanzia forse un po’ eccentrica trascorsa tra feste di artisti e una libertà illimitata, fino a quando attorno ai 17 anni qualcosa cambia per Martha, qualcosa che descrive come una bomba che le esplode nel cervello. Da un giorno all’altro non riesce ad alzarsi dal letto, fa fatica a fare qualsiasi cosa, a concentrarsi, a trovare un motivo per vivere. Le viene diagnosticata la depressione, le vengono prescritte pillole come caramelle. La malattia mentale di Martha plasmerà tutte le sue relazioni, lavorative e personali, il suo lavoro, la sua capacità di stare al mondo. Perché se da un lato questa tristezza soverchiante la immobilizza e non le permette di vivere con la serenità che brama, da un lato la creatività, l’umorismo, il magnetismo di Martha la rendono una persona circondata di amore, una persona con una sensibilità fuori dal comune, forse proprio grazie a tutto il dolore cui è sopravvissuta.

“Is it why you feel everything and love harder and fight more ferociously than anyone else? Is it why you are the love of your sister’s life? Why you’ll be a writer of much more, one day, than a small supermarket column? How you can be my fiercest bloody critic, and someone with so much compassion she’ll buy glasses she doesn’t need because the man fell off his stool. Martha, when you are in a room, nobody wants to talk to anybody else. Why is that, if not for the life you have lived, as someone who has been refined by fire?”

E quando si renderà conto che non è depressione questa mostro che la divora da dentro, ma qualcosa di ancora meno accettabile, quando si renderà conto che una diagnosi sbagliata le ha tolto tempo, chiarezza, opportunità, allora si domanderà se è troppo tardi per cambiare direzione, per correggere gli errori, i propri e quelli altrui, per perdonare, per crescere, per ricominciare.

In questo libro c’è il dolore indescrivibile di chi vede la propria vita sfasciarsi davanti agli occhi e la gioia del rendersi conto che sentirsi soli non vuol dire essere soli, che l’amore e il perdono possono guarire molte delle ferite (auto)inflitte, che “tutto è insieme rotto, incasinato e completamente a posto. Ecco com’è la vita.”


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Elisabetta Marini

SMM and Content Creator, part-time mermaid, hopeless writer
Lover of whales, anatomical hearts and Sylvia Plath
Based in Italy

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