Scoprire Sofia in un weekend, la città bulgara che è più di quello che sembra

9 gennaio 2021

Pensieri sparsi su Sofia: la banitsa a colazione, il berretto calcato sul viso a inizio novembre, un tè caldo da asporto passeggiando sui marciapiedi dissestati, il colore delle montagne in autunno, i gatti che popolano le strade, il sapore della carne alla griglia, ubriacarsi dopo qualche rakija di troppo, solitudine, libertà, la malinconia e la bellezza di un pallido sole sulle facciate delle chiese.

Perché decidere di visitare Sofia? Per quanto mi riguarda, sono stata attratta dalla novità. La capitale bulgara è una meta ancora poco conosciuta dai più, abbastanza economica, le cui descrizioni e foto sui blog di viaggi hanno destato il mio interesse. Ho deciso quindi di partire in solitaria per un weekend alla scoperta di questa città da cui non sapevo cosa aspettarmi.
E la verità è che Sofia, questa città dal fascino decadente, dall'atmosfera sovietica e vagamente malinconica, mi ha fatta sentire subito a casa. Mi sono sentita accolta, dalle costruzioni brutaliste, i marciapiedi dissestati, le chiese in ogni angolo, i gatti che circolano indisturbati. Sofia è una città ancora poco turistica, che sta acquisendo sempre più popolarità come nuova meta da weekend lungo per gli europei che vogliono approcciarsi all’Europa dell’est. È una città da scoprire, passo dopo passo, da assaporare come i tanti piatti squisiti che offre la cucina bulgara, è una città piena di voglia di emanciparsi, di crescere, di meravigliare.

Alcune informazioni di servizio:

  • Sofia è facilmente raggiungibile con i voli low cost dalle principali città italiane e l’aeroporto d’arrivo dista solo 6 Km dal centro città, cui si collega tramite la linea della metropolitana.
  • Vi consiglio di controllare che le vostre carde di credito/debito funzionino correttamente. La mia carta di debito, ad esempio, non funzionava presso nessuno sportello. Alcuni locali, inoltre, accettano solo contanti.
  • La capitale bulgara è una città abbastanza piccola e il centro storico si può tranquillamente visitare a piedi senza bisogno di utilizzare i mezzi, perdendosi tra le vie della città a passo calmo, godendosi i dettagli architettonici dei palazzi e delle chiese. In ogni caso, i taxi non sono eccessivamente costosi.

Il mio itinerario di 2 giorni a Sofia

Giorno 1: Centro città, chiese e cucina tipica

Iniziamo la giornata con una colazione da Furna. Mi sono imbattuta quasi casualmente in questa piccola panetteria poco distante dalla guesthouse in cui alloggiavo. Qui ho assaggiato la banitsa, un tipico piatto della tradizione bulgara a base di sfoglia con un ripieno che può essere dolce o salato. La banitsa è adatta per essere mangiata a colazione accompagnata da dello yogurt o come street food.

Ho poi deciso di partecipare ad in tour a piedi gratuito della città organizzato da Free Sofia Tour. Normalmente non amo partecipare alle visite guidate ma, essendo in solitaria e avendo parecchio tempo a disposizione, ho deciso di unirmi a questo gruppo per una passeggiata iniziale alla scoperta del centro storico, approfittando delle spiegazioni di una guida del posto.

Banitsa
Banitsa
Centro città
Centro città

Tra le attrazioni principali troviamo il palazzo delle ex Terme Municipali, Tsentralna Banya. Queste Terme vennero edificate all’inizio del secolo scorso e hanno continuato la loro attività fino agli anni ’90, dopodiché questo edificio è stato riconvertito a Museo di Storia della città. Nelle vicinanze, troviamo le Fontanelle Pubbliche di Acqua Termale, che la leggenda narra curino ogni malanno.

Poco distante possiamo visitare il Complesso Archeologico dell’Antica Città di Serdica. Serdica è l’antico nome di Sofia che venne poi sostituito in epoca bizantina dal nome greco Sofia = saggezza. La capitale bulgara ha infatti origini molto antiche che risalgono dall’epoca trace. All’interno di questo sito si trova la Chiesa di san Giorgio, il più antico edificio della capitale, risalente al IV secolo.

Banya Bashi Mosque
Moschea Banya Bashi
Saint George Church
Chiesa di San Giorgio

Alzando lo sguardo, potrete notare stagliarsi un minareto in pietra e mattoni rossi. Si tratta di Banya Bashi, la più grande moschea del Paese, l’unica moschea di Sofia rimasta aperta al culto.

Proseguendo, avrete modo di visitare la chiesa russa di San Nicola, una deliziosa chiesetta in stile ortodosso costruita sul terreno dove sorgeva una moschea distrutta nel 1882 a seguito della liberazione della Bulgaria dell’Impero Ottomano da parte della Russia. L’interno molto buio e di piccole dimensioni non rende il confronto con l’aspetto esterno così fiabesco.

Poco distante troviamo la Chiesa di Santa Sofia. Nonostante non sia la chiesa più famosa di Sofia, è la seconda chiesa più antica della capitale bulgara, risalente al IV-VI secolo, nonché la chiesa che diede il nome alla città.

La mattinata si conclude con la visita della cattedrale di Aleksandr Nevskij, vero e proprio simbolo di Sofia. Costruita in stile neo-bizantino, questa cattedrale ortodossa è la più grande di Sofia e la seconda più grande dell'intera penisola balcanica. 

Chiesa di San Nicola
Hambara Bar
Izbata Tavern
Izbata Tavern
Cattedrale di Aleksandr Nevskij
Cattedrale di Aleksandr Nevskij

Per pranzo vi consiglio di fermarvi presso la Mehana Izbata, a pochi passi dalla Cattedrale. Il termine "mehana" deriva dal persiano e viene utilizzato per indicare un ristorante oppure un café in molti Paesi dell’Est Europa. Qui ho assaggiato alcuni piatti tipici della cucina bulgara, come il kebapche e la rakija, un superalcolico tipico dei Balcani.

Proseguiamo il pomeriggio girovagando per il Central Market Hall e Vitosha Boulevard, una via di negozi che di sera si accende di mille fuochi per accogliere turisti e avventori nei vari ristoranti e bar del viale.

Uno dei pochissimi souvenir che mi sono permessa di acquistare sono state delle creme alle Rose di Bulgaria. Questi fiori crescono nella Valle delle Rose, una regione della Bulgaria centrale dove si produce quasi due terzi dell'olio di rose mondiale.

La sera vi consiglio di fermarvi in una mehana tradizionalissima, Manastirska Magernitsa, che vi porterà indietro nel tempo, tra cibo locale e musica dal vivo. Qui ho assaggiato la tipica insalata bulgara, la shopska preparata con pomodori, cetrioli, peperoni verdi, cipolle e formaggio sirene.

Per una cena più leggera o vegetariana, invece, un locale slow food e molto accogliente dove mangiare dell'hummus o un'insalata è Made in Home, dall'atmosfera hipster e cibo a kilometro 0.

Per un dopo cena davvero particolare, invece, recatevi presso Hambara, un locale la cui particolarità è quella di essere illuminato unicamente da candele. L'atmosfera è altamente suggestiva, fatevi largo tra gli avventori per ordinare una birra o una rakija per terminare la giornata.

Interno della mehana Manastirska Magernitsa
Interno della mehana Manastirska Magernitsa
Interno della mehana Manastirska Magernitsa
Interno della mehana Manastirska Magernitsa
Made in Home
Made in Home
Made in Home
Made in Home

Giorno 2: Monastero di Rila e Chiesa di Boyana

Immaginate di risalire una collina, la strada curva e dal finestrino potete scorgere dei colori in mezzo al foliage autunnale, una strana costruzione a metà strada tra una chiesa e un castello, delle guglie, un campanile forse, colori che ricordano l'oriente. Arrivati al portone, vi addentrate nel cortile interno e ammirate la maestosità e il tripudio di forme, colori e dettagli di un monastero incastonato nella natura selvaggia.

Si tratta del monastero di Rila, il maggiore e più famoso monastero della Bulgaria. Ci troviamo sul monte Rila, a 1.147 metri sopra il livello del mare e a 120 Km dalla capitale.
Questo monastero venne fondato dall'eremita san Giovanni di Rila nel X secolo e oggi è abitato da monaci e pellegrini che giungono da ogni parte del mondo.
All'interno del monastero avrete modo di entrare all'interno della Chiesa principale e di ammirare gli splendidi affreschi presenti nel porticato.
Vi consiglio di portarvi un pranzo al sacco da consumare seduti sugli scalini ammirando il panorama. Per merenda, vi consiglio di dirigervi sul retro, troverete una piccola costruzione dove si vendono le tipiche frittelle fritte che spopolano nelle sagre paesane. 

Monastero di Rila
Affreschi presenti nel Monastero di Rila
Chiesa di Boyana

Per giungere al monastero mi sono affidata ad un tour guidato (ce ne sono diversi come, ad esempio, questo), in modo da evitare di dover guidare in collina non conoscendo i luoghi. La maggior parte dei tour includono, oltre al Monastero di Rila, una visita guidata alla rinomata chiesa di Boyana, una delle Chiese Ortodosse più belle dell’intero Paese.
Si tratta di una costruzione medievale che, nel 1979, è stata riconosciuta come Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO.
All'esterno appare come una minuscola chiesa anonima, senza nessuna particolare attrattiva, ma è all'interno che si cela la sua notorietà. 
Gli affreschi che adornano l'interno, infatti, sono stati dipinti a partire dal XIII secolo, essi costituiscono un secondo strato sopra i dipinti dei secoli precedenti e rappresentano uno degli esempi più completi e meglio conservati dell'arte medievale dell'Europa orientale. La caratteristica più sorprendente di questi dipinti è l'espressività dei personaggi dai lineamenti individualizzati, che non si trovano in nessun’altra opera dell’epoca.
Purtroppo all'interno non è possibile scattare fotografie, ma l'esperienza è davvero unica e irripetibile.

Torniamo Sofia per goderci l’ultima cena tipica bulgara presso MOMA, un locale elegante dalla cucina moderna e raffinata che non dimentica la tradizione bulgara nella creazione dei piatti e degli abbinamenti.

Il mio itinerario di Sofia finisce qui, ma non la mia voglia di tornare in questo paese. C'è molto da scoprire in Bulgaria, terra antichissima e ancora poca conosciuta, come Plovdid, città a un'ora da Sofia proclamata capitale europea della cultura nel 2019 o Varna, città sul mar Nero, così come i monasteri sparsi sulle colline.

Tornerò, Sofia, nel frattempo, Довиждане, (dovíždane)!

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Elisabetta Marini

SMM and Content Creator, part-time mermaid, hopeless writer
Lover of whales, anatomical hearts and Sylvia Plath
Based in Italy

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